Conversione da sleeve a bypass
Negli anni dopo una sleeve gastrectomy può ricomparire il peso, oppure può comparire un reflusso che i farmaci non riescono a controllare. In entrambi i casi la soluzione più frequente è trasformare la sleeve in un bypass gastrico. Le conversioni sono oggi circa il 15% della mia attività chirurgica.
Reflusso dopo la sleeve
La sleeve trasforma lo stomaco in un tubulo stretto, con una pressione interna più alta; in una parte dei pazienti questo favorisce il reflusso di acido verso l’esofago, spesso insieme a un’ernia iatale. Bruciore, rigurgito, tosse notturna o il bisogno di prendere ogni giorno un gastroprotettore sono segnali da non ignorare, anche perché il reflusso di lunga durata può danneggiare l’esofago.
Quando il reflusso non si controlla con la terapia medica, la conversione in bypass gastrico a Y elimina la causa: la piccola tasca gastrica produce poco acido e la bile non può risalire. Durante lo stesso intervento si ripara l’ernia iatale, se presente. Nella mia casistica, dopo la conversione il reflusso si risolve nella quasi totalità dei pazienti.

Peso ripreso dopo la sleeve
Una piccola risalita del peso fra il terzo e il quinto anno è frequente e non è un fallimento. Diventa un problema quando il peso torna vicino a quello di partenza o quando ricompaiono le malattie che l’intervento aveva migliorato, come il diabete o l’ipertensione.
Prima di pensare a un secondo intervento si cerca di capire perché il peso è risalito: abitudini alimentari cambiate, spuntini frequenti, bevande caloriche, minore attività fisica, a volte una sleeve che si è dilatata. Il primo passo è riprendere il percorso con la dietista; in alcuni pazienti è indicata una terapia farmacologica. Quando questo non basta, la conversione in bypass aggiunge l’effetto ormonale e metabolico che la sleeve da sola non dà più.
Come si valuta
- Gastroscopia, per vedere l’esofago, la forma della sleeve e la presenza di ernia iatale;
- RX o TC con mezzo di contrasto, quando serve studiare l’anatomia della sleeve;
- nei casi di reflusso, a volte pH-impedenzometria e manometria esofagea;
- una nuova valutazione con la dietista e, quando utile, con lo psicologo.
Porta alla prima visita la lettera di dimissione del primo intervento e gli esami che hai: se sei stato operato altrove, servono per capire com’è stata eseguita la sleeve.
L’intervento e i rischi
La conversione si esegue in laparoscopia. È un intervento più complesso di un primo intervento, perché si opera su tessuti già modificati e con aderenze: per questo va fatta in un centro con esperienza specifica nella chirurgia di revisione. Anche il rischio di complicanze è più alto: nella mia casistica, le fistole si sono verificate solo negli interventi di revisione, non in quelli primari.
Dopo la conversione valgono le regole del bypass gastrico: integrazione vitaminica per tutta la vita, niente fumo e antinfiammatori, controlli annuali. Lo svezzamento alimentare segue il dietario post-operatorio.
Operato altrove? Si può valutare
Molti dei pazienti che valuto per una conversione sono stati operati in altri centri. Scrivi su WhatsApp indicando l’anno della sleeve e il motivo per cui chiedi la visita: la segreteria ti dirà quali esami portare.
Le informazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita medica. L’indicazione a un intervento di revisione si stabilisce caso per caso.
