Transit bipartition
La transit bipartition, o bipartizione del transito, unisce una sleeve gastrectomy a un secondo collegamento fra lo stomaco e l’ultimo tratto dell’intestino tenue. Il cibo si divide in due strade: una parte segue il percorso normale, una parte arriva direttamente nell’ileo. È un intervento pensato soprattutto per l’effetto metabolico, in particolare sul diabete di tipo 2.
Come funziona
Il primo tempo è una sleeve gastrectomy: lo stomaco viene ridotto a un tubulo. Poi il tubulo gastrico viene collegato all’ileo, l’ultimo tratto dell’intestino tenue. A differenza del bypass, il passaggio naturale verso il duodeno resta aperto: il cibo può prendere entrambe le strade.
Il cibo che arriva presto nell’ileo stimola le cellule che producono il GLP-1 e gli altri ormoni della sazietà e della regolazione della glicemia: sono gli stessi ormoni su cui agiscono i farmaci più recenti per l’obesità e il diabete. Poiché il duodeno resta percorso dal cibo, l’assorbimento di ferro e calcio è meno ridotto rispetto al bypass, e il duodeno e le vie biliari restano raggiungibili con l’endoscopia.
Ad omega o a Y
Il collegamento con l’ileo si può fare in due modi. Nella versione ad omega c’è un’unica anastomosi; nella versione a Y l’ansa intestinale viene montata in modo che la bile non risalga verso lo stomaco. Scelgo l’una o l’altra in base alla presenza di reflusso gastroesofageo: con il reflusso si preferisce la configurazione a Y.
A chi si propone
I criteri generali per la chirurgia bariatrica sono nella pagina Domande frequenti. La transit bipartition si considera soprattutto per chi ha un diabete di tipo 2 o una sindrome metabolica importante e cerca un effetto più forte di quello della sola sleeve, mantenendo il duodeno accessibile e un minore rischio di carenze rispetto al bypass.
È giusto dirlo con chiarezza: è un intervento più recente della sleeve e del bypass, e gli studi con un follow-up molto lungo sono ancora meno numerosi. Per questo la propongo solo dopo averne discusso in visita i vantaggi e i limiti rispetto alle alternative.
Intervento, rischi e vita dopo
Si esegue in laparoscopia, in anestesia generale. Degenza e ripresa sono simili a quelle del bypass: ci si alza già entro due ore dall’intervento, si torna a casa dopo due o tre giorni e al lavoro sedentario dopo due o tre settimane.
I rischi precoci sono quelli della sleeve (fistola e sanguinamento della linea di sutura), a cui si aggiungono quelli dell’anastomosi con l’intestino. Nel lungo periodo vanno conosciuti l’ulcera dell’anastomosi, favorita da fumo e antinfiammatori, il reflusso e una possibile tendenza a feci più frequenti. L’integrazione vitaminica e i controlli annuali restano necessari.
Lo svezzamento alimentare segue il dietario post-operatorio preparato con la dietista Giuliana Vitolo, come per gli altri interventi.
Il primo passo è una visita
In visita valutiamo se la transit bipartition ha senso nel tuo caso, o se è preferibile un altro intervento.
Le informazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita medica. L’indicazione a un intervento e la scelta della procedura si stabiliscono caso per caso.
