Mini-bypass gastrico

Il mini-bypass, chiamato anche bypass gastrico a una anastomosi (in inglese OAGB, one anastomosis gastric bypass), è una variante del bypass con un solo punto di unione fra stomaco e intestino invece di due. Ha effetti sul peso e sul diabete simili a quelli del bypass classico, con un intervento più breve.

Come funziona

Schema del mini-bypass gastrico: tasca gastrica lunga e stretta collegata con un'unica anastomosi a un'ansa di intestino tenue
Mini-bypass: una tasca gastrica lunga e stretta, collegata all’intestino con un’unica anastomosi.

Lo stomaco viene diviso in modo da ottenere una tasca lunga e stretta, simile a un tubulo. La tasca viene collegata a un’ansa di intestino tenue con un’unica anastomosi, “ad omega”. Come nel bypass classico, il cibo salta il duodeno e il primo tratto dell’intestino: si mangia meno e cambiano gli ormoni che regolano sazietà e glicemia. Lo stomaco escluso resta al suo posto.

La differenza principale rispetto al bypass a Y è che la bile passa dall’anastomosi. Nella maggior parte dei pazienti non dà disturbi, ma in una piccola quota può risalire verso lo stomaco e l’esofago (reflusso biliare). Per questo il mini-bypass non si propone a chi ha già un reflusso gastroesofageo importante.

A chi è indicato

I criteri generali per la chirurgia bariatrica sono nella pagina Domande frequenti. Il mini-bypass è una buona opzione per chi non ha reflusso importante e ha un peso elevato o un diabete di tipo 2, in cui si cerca un effetto metabolico più forte di quello della sleeve. In presenza di reflusso o di ernia iatale si preferisce il bypass a Y.

Intervento e rischi

Il recupero rapido dopo l’intervento: niente sondino né catetere, in piedi dopo poche ore.

Si esegue in laparoscopia, in anestesia generale, e dura in genere circa un’ora e mezza. Degenza e ripresa sono le stesse degli altri interventi: ci si alza già entro due ore dall’intervento, si torna a casa dopo due o tre giorni e al lavoro sedentario dopo due o tre settimane.

Nella mia casistica, negli interventi primari non si sono verificate fistole e i sanguinamenti sono meno dell’1%. Nel lungo periodo i rischi da conoscere sono:

  • reflusso biliare, in una piccola quota di pazienti; quando non si controlla con i farmaci, il mini-bypass si trasforma in un bypass a Y con un intervento in laparoscopia;
  • ulcera dell’anastomosi, favorita da fumo e antinfiammatori, che vanno evitati;
  • carenze nutrizionali (ferro, vitamina B12, calcio, vitamina D, proteine), che si prevengono con l’integrazione per tutta la vita e con gli esami ai controlli.

Dopo l’intervento

I controlli dopo l’intervento e perché contano.

Lo svezzamento alimentare dura circa un mese e segue il dietario post-operatorio preparato con la dietista Giuliana Vitolo. I controlli sono ravvicinati nel primo anno e poi annuali.

Il calo si misura come percentuale del peso in eccesso perso (EWL), cioè la differenza fra il peso di partenza e il peso corrispondente a un BMI di 25. Nei miei pazienti operati di bypass, a Y o a una anastomosi, la media è superiore all’80%, con differenze anche ampie da persona a persona.

Mini-bypass e bypass a Y: quale scegliere?

Hanno effetti simili su peso e diabete. Il bypass a Y protegge meglio dal reflusso; il mini-bypass è tecnicamente più semplice e più breve. La scelta dipende soprattutto dalla presenza di reflusso ed ernia iatale, e si fa in visita.

L’intervento è a carico del Servizio Sanitario?

Sì, quando ci sono i criteri di indicazione. Le modalità, compresa quella privata o con assicurazione, sono nella pagina Prenotazione.

Il primo passo è una visita

Le informazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita medica. I dati sui risultati e sui rischi sono medie: il caso di ciascuno si valuta individualmente.

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